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Project Management

"Per progettare bene serve leggere tanto"

Cosi mi diceva sempre il mio migliore maestro. Ed in questi giorni malinconici di fine agosto in cui bisogna pensare e progettare per l'anno prossimo, io vado in montagna per il weekend ed in valigia metto fogli bianchi e libri belli.

[...] sugli alberi noi trascorrevamo ore e ore, e non per motivi utilitari come fanno tanti ragazzi, che ci salgono solo per cercar frutta o nidi d'uccelli, ma per il piacere di superare difficili bugne del tronco e inforcature, e arrivare più in alto che si poteva, e trovare bei posti dove fermarci a guardare il mondo laggiù [...]

(Italo Calvino, Il barone rampante)

Ci salverà la Qualità

Il mio corso di oggi è iniziato così:

"Qualsiasi lavoro tu faccia, se trasformi in arte ciò che stai facendo, con ogni probabilità scoprirai di essere divenuto per gli altri una persona interessante e non un oggetto. Questo perché le tue decisioni, fatte tenendo conto della Qualità, cambiano anche te. Meglio: non solo cambiano anche te e il lavoro, ma cambiano anche gli altri, perché la Qualità è come un'onda. Quel lavoro di Qualità che pensavi nessuno avrebbe notato viene notato eccome, e chi lo vede si sente un pochino meglio: probabilmente trasferirà negli altri questa sua sensazione ed in questo modo la Qualità continuerà a diffondersi."

(Robert Pirsig, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta)

E questa sera, in metropolitana, ho quasi perso la fermata, perché questo libro mi cattura sempre, con la sua strana capacità di avere ogni volta un brano giusto per me. :)

Una WBS natalizia

Ultimo corso di Project Management prima di Natale... ed ecco che, nella mia aula di architetti molto creativi, un partecipante mi ruba qualche post-it per creare un alberello molto ben sistemato all'interno di una WBS! Ed io rubo l'immagine per fare gli auguri di Natale! Grazie, Andrea! :)

wbs-natale1

Le ultime foglie

Con l'inizio di novembre, penso sempre che, al di là del solstizio, inizi ufficiosamente l'inverno. E lo penso ancora di più da quando a Milano abito in un viale alberato, perché davvero, in questi giorni, gli alberi stanno lasciando andare tutte le foglie. Ed ecco che oggi, apro internet per leggere le notizie, ed una delle prime cose che trovo è questa vignetta. Forse è vero che c'è una striscia giusta per tutti, sempre, con i Peanuts. :)

ultimafoglia

Quest'anno, poi, novembre ha un significato un po' speciale, perché con ottobre si è concluso uno dei progetti più belli della mia vita, e, lasciando andare le ultime "foglie" di attività, e chiudendo gli ultimi file, anche io ho in fondo "spento la luce" della mia stanza di progetto.

Buon novembre, buon inverno, buoni progetti a tutti e buon inizio di nuove foglie!

The Halloween guide to killing zombie projects

halloween

Che paura questi progetti...

Mi fa troppo ridere questo articolo, così la mia anima di project manager sempre un po' bimba non ha resistito... :)

There’s nothing worse than working on a project you know is dead. Somehow this project is still walking around but doesn’t realise it should be lying peacefully in a grave with a very heavy stone slab on top. Here’s our handy guide to spot and kill a zombie project.

Traits of a zombie project

Mobile but technically dead: Zombie projects look like they’re just a little slow, as they stagger along with a vaguely triangular skeleton of schedule, scope and budget. All its benefits appear to have decayed.

Lust for brains: A lot of resources have been thrown at this project and its hunger for people has been insatiable. Either the zombie project gobbles up the people or the people start to turn on the project, plotting ways to kill it. If you keep losing people to a project, it may be a zombie project!

Non-communicative, groaning and howling instead of speaking: All rational communication has been lost in the project. If the project sponsors, team and stakeholders can do nothing but lament, you may have a member of the undead on your hands.

How to kill a zombie project

Starve it of resources: Without resources, zombie projects will die a natural death. Redeploy your juicy, juicy brains—er, I mean people—to other more worthy projects and siphon off the budget. While this is the most passive way you can kill a zombie project, be warned that it is the least permanent as it leaves the possibility of the corpse being reanimated.

Decapitate it: Aim for the head and decapitate the zombie project with a fully loaded business case. You’ll also find that if you flaunt your business case at every opportunity, stakeholders tend not to argue with you about the now-truly-deceased zombie project.

Find and stop the zombie master: Understand why the zombie project is still alive: there’s always a ‘zombie master’. Identify the master—it may be a project sponsor or external stakeholder—and find out why s/he is keeping the project going. It may be related to personal KPIs or even ego.

Many thanks to Ian Sharpe and Michael Hickey for their zombie-killing advice.

Buone vacanze!

Ed intanto, in questo pigro agosto in città, è bello riflettere che ci sono così tante idee per l'autunno, che qualche foglia vola tra i capelli! :)

foglie tra i capelli

E' il primo di aprile...

... ma, vi prego, ditemi che non è un "pesce d'aprile"!

sushi

Intanto io faccio outing perché ormai è diventato ufficiale: ho certamente una dipendenza da post-it, devo solo trovare un modo, che sia in un corso di Project Management, o in un corso di Lean Thinking, di usare questa forma. :)

Sono ben accetti i consigli!!!

Brain Calling Fair 2011

L'anno scorso, per la prima edizione di questo evento, mi sono innamorata dell'idea e dei risultati, sperando con tutta me stessa che si potesse replicare in futuro. Ed eccomi qui, ad un anno preciso di distanza, a ricordare la possibilità di partecipare alla seconda edizione.

Brain Calling Fair è una iniziativa di American Chamber of Commerce in Italy, patrocinata anche dal Politecnico di Milano, che si svolgerà il prossimo 13 e 14 maggio a Milano, negli spazi di Palazzo delle Stelline.

Obiettivo di Brain Calling Fair è quello di favorire l'incontro tra imprese e candidati - giovani e meno giovani - per uno scambio virtuoso di idee, professionalità ed esperienze.

I candidati avranno la possibilità di sottoporre le loro idee o progetti direttamente alle grandi aziende protagoniste del mercato mondiale.

La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico. :)

Quando i PM diventano mamme...

"Ma tu hai fatto la WBS anche della tua gravidanza?!" mi hanno più volte chiesto in aula in questi mesi. Ed io: "No, figuriamoci!" ho sempre risposto. Confessando, subito dopo, che per il mio matrimonio, invece, avevo WBS e perfino Network Diagram! :) Ma dentro di me, lo ammetto, ho sempre pensato che sarebbe stato un po' folle, ma non del tutto inutile!

Ed ecco che ieri, girando qui e là  sui blog da mamma, ho trovato una PM mamma doc, fresca fresca di formazione, organizzatissima, certamente buffa, forse in parte eccessiva, ma che si aggiudica citazione e foto sul mio blog!

wbswbssnapshot

Io, invece, mantengo la promessa di gennaio, e continuo a "studiare" disorganizzazione e caos! :)

Progettare la città oggi

La grande trasformazione di Milano in vista dell'Expo 2015 necessita di essere ripensata, oggi. In questo laboratorio, guidato da Isao Hosoe affiancato da Masaya Hashimoto e Lorenzo De Bartolomeis, i partecipanti sono chiamati a giocare con le idee per progettare servizi per la comunità  di Milano, usando come supporto il gioco Play40, che si ispira al tradizionale gioco giapponese del karuta, basato sull'associazione immediata di immagini e parole.

Due mazzi ciascuno di 40 carte: le carte del primo mazzo presentano una parola e un'immagine, le altre un breve commento alle stesse parole e immagini: un suggerimento, un approfondimento, una prospettiva da esplorare. Più quattro carte bianche. Sono carte da gioco, ma il gioco è diverso da quelli tradizionali del mondo occidentale: non è fondato sulla razionalità , sul calcolo o sul rischio. E' un gioco di associazione tra immagini, parole e concetti. Queste carte servono per giocare con le idee. E per farne nascere di nuove.

Isao Hosoe nasce a Tokyo nel 1942. Dopo gli studi in Ingegneria aerospaziale presso la Nihon University di Tokyo, dal 1967 vive a Milano. Ha insegnato al Politecnico di Milano, a Domus Academy, all'Elisawa di Barcellona, all'ISIA di Firenze, a Les Ateliers di Parigi, al RISD di Providence, all'Università  di Lisbona. Ha ricevuto, tra gli altri premi, il Compasso d'Oro, il Premio SMAU, il Good Design Award del Chicago Athenaeum, il premio Red Dot, il Good Design Award in Giappone. Collabora con numerose aziende, tra cui Arflex, Belli e Forti, Bisazza, Bosch Telecom, Cassina, Fiat, Fujitsu, Isa, Itoki, Loccioni, Luxit, Mitsubishi, Palazzoli, Philips, Piaggio, Sacea, Sacmi, Segis, SNCF, Steelcase Strafor, Tiffany, Tonelli, Valenti, Zanussi. In collaborazione con il Gruppo Loccioni ha sviluppato il progetto Play Factory, di cui il gioco Play 40 è parte integrante.

Il workshop, che si terrà  l'11 ottobre alle ore 14:00, a Milano, negli spazi della Libreria 121+ di via Savona 17/5, terminerà con la presentazione degli elaborati, tutti illustrati da una giovane promessa dell'illustrazione.

Io ci sarò, in prima fila, con la mia copia di carte personale, un po' "vissuta" per le tante aule in cui mi ha accompagnata, ma ormai parte dei miei giochi e del mio modo di fare formazione.

play-40

Progetti in erba

Ecco un'altra delle buone idee che davvero mi appassionano, questa volta particolarmente armonica con il "prato" ideale in cui cresce il mio Albero dei Progetti! :) All'interno di un percorso di sviluppo di modelli di Project Management nelle scuole primarie, il Comune di Gorizia, con il patrocinio del PMI-NIC di Milano (ideatore del "Kit per la scuola primaria") e della società  BensaPM, ha istituito "PROGETTI IN ERBA" - Premio per gruppi di bambine e bambini delle scuole primarie del Comune di Gorizia.

Il progetto, il cui obiettivo primario è di promuovere la cultura di Project Management nel contesto scolastico e della didattica, sarà presentato il 15 settembre alle ore 14:45, nella sala Henrik Tuma presso il KB Center di Corso Verdi 51 di Gorizia, ed in questa occasione saranno illustrate le finalità del premio e le caratteristiche del "Kit per la scuola primaria" ed i risultati delle esperienze avute in altre città d'Italia.

Il bando prevede la realizzazione di un progetto di interesse scolastico su uno di questi temi:

  • sicurezza sul lavoro
  • educazione alla pace ed alla integrazione culturale
  • sviluppo sostenibile ed ecologia

ed è riservato a gruppi di bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni del Comune di Gorizia, rappresentati da un insegnante con funzione di PM e Referente.

Raccolta iscrizioni entro il 29.10.2010 Selezione vincitori entro il 20.04.2011

http://www.progettinerba.org

progetti-in-erba

Art Project Manager

Per formare umanisti alla conduzione di progetti! Un corso che, qualche vita fa, avrebbe fatto parte delle foglie del mio albero, in partenza nei primi mesi del 2011.

Per notizie più dettagliate, e per iniziare le vacanze con una promessa invernale, ecco il link al sito: http://www.artjob.it

Mettere in pagina!

Cosa può fare di bello, nel sole di giugno, un Project Manager appassionato di libri ed innamorato di grafica? Può partecipare, il 6 Giugno alle 15:30, a Roma - Museo dell'Ara Pacis, lungotevere Augusta, ad un intensissimo laboratorio progettuale dove si mescolano griglie, testi, immagini, margini, pesi, formati, spazi, simmetrie, e molti altri elementi presi da alcuni libri per bambini di grandi grafici, per progettare un nuovo libro seguendo le regole dell'impaginazione.

Dopo, tutti a naso insù per non perdere la magia dell'Ara Pacis! :)

PMI Emea Global Congress 2010

Ogni anno leggo con interesse il programma di presentazioni e workshop dei Global Congress del PMI, ed ogni volta cerco, all'interno del panorama della ricerca internazionale, il filone di studio e di innovazione che mi è più caro. Chi mi conosce sa che sono molto legata all'idea di un Project Management flessibile, duttile, rispettoso delle diverse culture, che possa farsi strumento per i progetti e per chi lavora nei progetti in Africa.

Un Project Management che non sia una nuova colonizzazione, che orienti e guidi i progetti, ma che impari, allo stesso tempo, dall'Africa che parla con il linguaggio ed i tempi morbidi che ne hanno costruito la storia.

Quest'anno, nell'Emea Global Congress qui a Milano, la mia presentazione preferita ha un titolo in lingua Zulu e sarà  questa: "Umuntu Ngumuntu Ngabantu", di Matteo Coscia.

In italiano il titolo potrebbe tradursi con "io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo" e si ispira all'Ubuntu, un'etica ed un'ideologia africana che si focalizza sulle relazioni reciproche delle persone. A partire dal titolo, la presentazione svilupperà una interessante lettura antropologia di uno dei maggiori fattori critici di successo dei progetti, le persone.

Di seguito, l'abstract della presentazione in lingua inglese:

Umuntu ngumuntu ngabantu: a person is a person through other persons. People without roles and roles without people are often the cause of project failures. The sub saharian Zulu tribes survive each day in harsh environments recognising and being ready for each other. They call it surviving, we call it best practises. A little anthropology for project's success.

Learning Objectives

  • Pinpoint project and cultural weakness areas in the field of people recognition and role assignment.
  • Realise how crucial well defined roles are to project success.
  • Draw a parallel between real hard life and struggle with nature with complex project environments.

From the Zulu's dialect, the translation sounds like "a person is a person through other persons". These African people have to struggle to survive every day ... literally. They either eat lunch or they ARE lunch. When they greet each other they say "awu bona" (i see you) and the other person answers "ikhona" (i am here).

The Zulu's survival is based totally on recognition of roles and recognition of people. Emotional maturity ranks 4th in the critical project success factors in the 2008 chaos report published by the standish gruoup. People without roles and roles without people is the leading theme of this presentation, which taps into real life examples of successful and failed projects due to organisational mismatch.

Brain Calling Fair 2010

In questo blog mi piace parlare di belle idee, di buoni progetti, delle molte "contaminazioni" tra settori diversi, che si incontrano, per vie a volte nascoste, come le radici degli alberi nella terra.

Mi piace raccontare e presentare i progetti che incontro sul web, quelli di cui mi innamoro e che poi entrano a far parte del mio "albero" in evoluzione.

Ecco una buona idea da mettere in agenda. :)

Brain Calling Fair è una iniziativa di American Chamber of Commerce in Italy, patrocinata anche dal Politecnico di Milano, che si svolgerà il prossimo 12 e 13 maggio a Milano, negli spazi di Palazzo delle Stelline.

Obiettivo di Brain Calling Fair è quello di favorire l'incontro tra imprese e candidati - giovani e meno giovani - per uno scambio virtuoso di idee, professionalità ed esperienze.

I candidati avranno la possibilità di sottoporre le loro idee o progetti direttamente alle grandi aziende protagoniste del mercato mondiale.

La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico.

brain calling fair

Una lezione di statistica

Chi mi conosce sa che, prima o poi, avrei trovato il modo per infilare la letteratura anche nel seriosissimo modulo di statistica del Project Quality Management! Ma che sarebbe stato qualcosa di così divertente non me lo sarei aspettata nemmeno io! :)

Sai ched'è la statistica? È na' cosa che serve pe fà un conto in generale de la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa è dove c'entra la percentuale, pè via che, lì,la media è sempre eguale puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno seconno le statistiche d'adesso risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue, t'entra ne la statistica lo stesso perch'è c'è un antro che ne magna due.

(Trilussa, La statistica)

Time Management alternativo!

Su una rivista scientifica di qualche giorno fa, ho trovato un articolo piuttosto affascinante sulla percezione del trascorrere del tempo. Pascal Wallish, l'autore dell'articolo, illustra quanto il nostro senso del tempo sia a volte fallace, e come la percezione del suo trascorrere non possa che essere imprecisa.

[...] E' possibile che non si arrivi mai a sapere davvero per quale motivo l'evoluzione ci abbia dotato di molti sensi altamente affidabili, vere e proprie meraviglie di ingegneria neurale, per poi lasciarci un senso del tempo così suscettibile alle distorsioni.

Ma anche se le spiegazioni evolutive sono spesso speculative, voglio proporre una possibile ragione. Ogni secondo che passa è una risorsa finita di opportunità nella vita di un organismo. Se per sopravvirere devo raccogliere cibo, e trascorro ore intere senza mettere insieme qualcosa per la cena, il lento passaggio dei momenti di noia mi spingerà a darmi da fare. D'altra parte, se troverò cibo disponibile ovunque, le ore passeranno rapide, e continuerà allegramente a riempire il mio sacco. E' plausibile che questo senso del tempo elastico aiuti gli animali a gestire le loro attività meglio di quanto potrebbe fare un senso più esatto.

E' un'ipotesi su cui potreste aver voglia di riflettere, la prossima volta che avrete un po' di tempo da perdere. [...]

Che sia questa la migliore strategia di gestione del tempo? Ha ragione Wallish: vale la pena rifletterci.

E, mentre rifletto, pubblico la foto di un cartello aziendale che mi ha molto divertito, e che ho sempre pensato di inserire, prima o poi, in un post sul Time Management, pensando a tutti noi che corriamo ogni istante! La foto è stata fatta in un reparto produttivo di una importante multinazionale, nel settembre del 2009... anche se, per l'aria demodé potrebbe benissimo trattarsi di qualche decennio fa!

time management

Ecco le foto!

Lego Building Happenning, 28 giugno 2009. :-)

Io ci sarò!

Amo i lego, e si sa. Amo la natura, e si sa. Amo i progetti sostenibili, il "green project management" che oggi inizia a far capolino anche nelle realtà italiane. Amo gli eventi originali, colorati, poco mondani, e domani non posso certo mancare al "Lego Building Happening", alla Loggia dei Mercanti di Milano, per concludere il Ragnarock Nordic Festival di quest'anno.

Di cosa si tratta?

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Ragnarock è una associazione no-profit fondata con l'intenzione di sviluppare lo scambio interculturale, usando diverse forme di arte e di politica come linguaggio di comunicazione. Tra le tante iniziative, il Ragnarock Nordic Festival, nato nel 2007, è un evento incentrato sulla cultura nordica, per promuovere in Italia le "best practices" di quei paesi, in particolare sui temi ambientali.

Di questi temi si sente tanto parlare, e moltissimi lavorano bene, ma in questo evento, oltre alle buone intenzioni ed alle buone idee, c'è una leggerezza ed un'apertura all'innovazione che me lo rendono caro.

Domani, poi, in programma l'evento conclusivo del Ragnarock Nordic Festival, dove migliaia di mattoncini LEGO saranno a disposizione di tutti coloro che vorranno costruire la loro città ideale, per approfondire in modo divertente ed immediato i temi che ispirano l'edizione 2009 del Festival: il problema della produzione di Co2, le energie rinnovabili ed i cambiamenti climatici.

Le costruzioni più originali verranno fotografate e le foto saranno inviate in Danimarca ed utilizzate durante la Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici che si terrà il prossimo dicembre a Copenaghen come simbolo dell'interesse verso l'ambiente dimostrato da Milano.

Io ci sarò, dicevo, con la mia macchina fotografica e la mia meravigliosa collana nuova, e con lo sguardo attento per vedere se incontro qualcuno dei partecipanti ai miei corsi, magari con il "suo" famoso mattoncino nella tasca.

Anche questo, sarebbe un bel progetto per usare quel mattoncino... ;-)